Questa pagina è dedicata ad un amico che se n’è andato troppo presto, ma che ci ha lasciato ricordi, sorrisi e abbracci che rimarranno per sempre con noi.

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“Stasera non sei venuto a Capaccio… se fossi stato li stasera, in quel campo amico, li avresti abbracciati tutti con una tua unica stesa di braccia… imbarazzato e felice però… Stasera loro ti hanno preso in braccio con tutta la forza che potevano facendoti saltare in alto come un vero capitano… ah… se ci fossi stato, buffo macho man… avresti avuto una conferma di cio che sei adesso per loro: sempre con loro in quel campo… sempre nel cuore di ragazzi come te… GRAZIE COL CUORE!” (Serena Vitolo, 16/03/2016)

“Quando mi sono rotto il naso ero mentalmente a terra, non sentivo alcun dolore fisico, ma il mio dolore era interno, nell’anima. Rientravo dopo due mesi da quel terribile incidente al mare. Tu lo sapevi, tu mi vedevi che soffrivo. Hai smesso di giocare, mentre gli altri continuavano. Mi hai tenuto la mano e mi rassicuravi, ti accorgevi che soffrivo, tant’è che mi rendevo conto anche del tuo dolore nel vedermi in quello stato in mezzo a tutto quel sangue. Però avevi paura anche tu, forse anche più di me, arrivai addirittura a pensare:”Macho ma sono io che mi sono fatto male, non ti preoccupare”… ma sei rimasto al mio fianco fino alla fine… nonostante tutto. Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo. Mi mancherai… Ciao Carletto.” (Pierluigi Caroccia)

“Avevo una canotta viola chiaro, le maniche glie le tagliai io… Quella sera tanto che avevo sudato, il viola tendeva al nero… Ricordo che ero nervoso è come al solito mi isolai sedendomi in panchina da solo… Avevo 14 anni, rimanevo fino a tardi in palestra per fare allenamento con i grandi… Ad un tratto mi vedo avvicinare da un energumeno di due metri per due con un paio di occhiali… Dal sorriso che aveva, cosa che lo caratterizzava, non avrei mai potuto spaventarmi… Mi fa “Come ti chiami? Cos’hai?”. Io risposi “Luciano; vorrei dare di più per la squadra”, non pensando minimamente che ero zuppo di sudore mi strinse a se e mi disse “Non preoccuparti, sei bravissimo invece, mi fai impazzire con i tuoi retroschiena”. Ero solito far innervosire i grandi perché mi intestardivo a passare la palla dietro la schiena…. La stessa sera mi diede una preghiera da leggere dicendomi che mi avrebbe aiutato… Con la sua calma e gioia mi aveva già calmato… A fine allenamento prese la bici, con il suo cane al fianco e tornò a casa… Da qui nacque un forte legame con lui, d’altronde ce l’aveva con tutti… Le partite di promozione con lui in squadra sembravano finali NBA. La passione che ci metteva era così forte che poteva giocare anche da solo, a volte piangeva dall’emozione… Non si arrabbiava mai e se lo faceva era in modo positivo. Quando dovevamo fare allenamento ma prima di noi c’era qualche partita dei bambini o della femminile, quasi entrava in campo per come sentiva la partita e non mancava che andava vicino ai ragazzi a fine partita per congratularsi o consolarli per la sconfitta. Qualche anno fa, dopo un periodo di stop, tornò in palestra e sapendo che io ancora fumavo, l’allenamento dopo si presentò regalandomi il libro “come smettere di fumare”. A ognuno di noi voleva un bene dell’anima… La sera che andammo a mangiare al suo agriturismo era contentissimo. Non faceva tanto caldo in quel periodo; ma come suo solito, per farci contenti, la mattina si mise la muta e andò a prendere i polipi giù al porto. Se non veniva in palestra non mancava che lo rincontravi nei tornei estivi… non riusciva a stare lontano dai campi… Ho solo riassunto qualche sprazzo di ricordi, non volevo nemmeno pubblicarli… Mi sa come sminuire quello che SEI per me… Ma sono lontano da casa, non posso condividere personalmente con i nostri amici questi meravigliosi momenti vissuti con te… E’ l’unico modo che ho per non affrontare “da solo” questo… Spero, che con queste parole, coloro che hanno vissuto questi momenti come me, sorrideranno ricordando la stupenda anima che sei… Come d’altronde spero che la tua città e quella di adozione, facciano in modo di tenere vivo il tuo ricordo, in modo che la tua figura sia da esempio per le nuove generazioni. Per me sei l’emblema di questo sport. Questa palla a due la lasciamo in sospeso, anche se già so che non la prenderò mai perché come ti urlavo quando segnavi tu sei Maaaaachoman” (Luciano Marino)


“Carlo. Come la pioggia sei caduto. Come il vento sei volato via. Ti ricordiamo in silenzio. Sguardi e sorrisi indimenticabili; vorremmo averti qui, ma la vita a volte si spezza, si blocca e si rimane così, inesistenti. Ma tu, tu rimarrai per noi indelebile.”
 (Lavinia Nicodemo)

“Strana sta foto, non era così facile trovarti vicino al canestro, preferivi uscirtene fuori oltre la linea da 3 🙂 C’eri spesso in quell’ultima mia stagione da giocatore e l’ultima volta che ci siamo visti pure è stato su un campo da basket. Il campo era il tuo habitat naturale, ma la tua infinita bontà l’hai mostrata anche fuori. Chissà se ti abbiamo fatto capire che ti volevamo un gran bene anche noi… Ci mancherai…” (Giuseppe Di Spirito)

“Ciao Carlo” (I divisione 2015-2016)